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Contributo INPS
La madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità negli undici mesi successivi, ha la facoltà di richiedere, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile per i servizi per l’infanzia accreditati.
Chi può fare richiesta
La richiesta può essere presentata anche dalla lavoratrice che abbia già usufruito in parte del congedo parentale. Il beneficio in questione consiste in un contributo, pari ad un importo di 300 euro mensili, per un massimo di sei mesi, in base alla richiesta della lavoratrice interessata.
Entità del contributo
Il contributo consisterà in un pagamento diretto alla struttura prescelta, fino a concorrenza del predetto importo di 300,00 euro mensili, dietro esibizione da parte della struttura della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio. Per accedere la madre lavoratrice presenta domanda tramite i canali telematici e secondo le modalità tecnico operative stabilite dall’Inps, indicando, al momento della domanda stessa, di quante mensilità intenda usufruire, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale.
Come fare domanda
La richiesta deve essere inviata dalla madre esclusivamente online tramite il sito dell’INPS utilizzando il codice personale (PIN). Chi non l’avesse ancora fatto, è bene che lo richieda e lo attivi in modo da non arrivare impreparato alla scadenza.
Per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, le domande dovranno essere presentate nel corso dello spazio temporale, unico a livello nazionale, i cui termini iniziale e finale saranno fissati dall’Inps, che provvederà a darne adeguata, preventiva comunicazione attraverso i diversi canali informativi disponibili. All’esito del monitoraggio di cui in premessa, l’Inps potrà valutare, per gli anni 2014 e 2015, un eventuale frazionamento delle procedure di ammissione ai benefici, con consequenziale correlato frazionamento delle risorse disponibili nell’anno considerato.
Nel decreto pubblicato in Gazzetta si dispone anche che possono partecipare ai bandi, oltre alle lavoratrici i cui figli siano già nati, anche quelle per le quali la data presunta del parto sia fissata entro quattro mesi dalla scadenza del bando medesimo. Il beneficio è comunque riconosciuto nei limiti delle risorse indicate sulla base di una graduatoria nazionale che terrà conto dell’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza (ISEE) con ordine di priorità per i nuclei familiari con ISEE di valore inferiore e, a parità di ISEE, secondo l’ordine di presentazione. Le graduatorie sono pubblicate dall’INPS entro quindici giorni dalla scadenza del bando.
Da ultimo si prevede che la fruizione di questi benefici comporta, per ogni quota mensile una corrispondente riduzione di un mese del periodo di congedo parentale.